Arena Orfeonica

Agosto 23, 2008

Arena Orfeonica – cinematografo all’aperto
dal 25 agosto al 13 settembre – Via Broccaindosso 50, ore 21

Le precedenti edizioni dell’Arena Orfeonica, realizzate negli ex spazi ortivi del complesso del San Leonardo , hanno ottenuto un grande successo di pubblico ed è per questo che L’Associazione Gli anni in tasca in collaborazione con L’Associazione Orfeonica di Broccaindosso hanno deciso di riproporla nell’estate 2008.
Saranno presentati film interessanti, rivolti a bambini, adolescenti e adulti.

Quella dell’Arena Orfeonica è un’antica storia che si intreccia con quella delle vecchie corali felsinee. La società corale Orfeonica, con sede in via Broccaindosso, nacque nella seconda metà dell’800. I coristi e i simpatizzanti della Società si ritrovavano regolarmente in un’osteria ed in un grande cortile della strada per cantare, per animare serate danzanti e concorsi di bellezza. Con la nascita del cinema sembrò naturale dedicare, nei mesi estivi, diverse serate a questa nuova arte. Questa consuetudine si protrasse sino ai primi anni sessanta , per poi sparire del tutto, anche dalla memoria dei cittadini.
Qualcuno, però, tra i più anziani, nella strada e nel Quartiere ricorda ancora quelle serate felici. L’associazione Gli anni in tasca e l’associazione Orfeonica di Broccaindosso, ridando vita all’Arena hanno voluto ricreare un luogo d’incontro nella strada, con l’augurio di restituire l’allegria e la convivialità di un tempo.

Le proiezioni all’Arena Orfeonica saranno precedute da:
Progetto di Videoinstallazione Superfici 1.0 a cura delle ronde HANSY-LUMEN.

Superfici urbane intese come parte della proiezione, dove individuare elementi o parti della città su cui intervenire. A seconda delle geometrie e delle linee si sviluppano apposite animazioni. Le proiezioni sono estemporanee, improvvise e non pianificate. E’ al contempo un reagire contro la mercificazione dell’arte (nell’accezione “è di pochi e non tutti”) e una denuncia contro ogni città arroccata nella “difesa del vecchio”. La città che “esclude il nuovo” per principio, anche se capace di esprimere il bello, crea nei giovani la sensazione di non farne parte, frantuma il senso civico ed il rispetto per il bene comune.

Si cerca di offrire al contempo un’azione innovativa, invasivamente presente, tesa al senso del bello e non deturpante.

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